Stenio Solinas

La rivoluzione moderata.

Sfatiamo un mito: la sinistra è la vera forza conservatrice.

Da "il Giornale" - 1 Novembre 1998


E se il Polo, da adesso in avanti, la smettesse di polemizzare contro il "pericolo rosso", i cosacchi comunisti, postcomunisti, cossuttiani e cossighisti sul sagrato di san Pietro e dicesse, più pacatamente, più semplicemente, che il D’Alema uno è un governo reazionario e conservatore, che mira a restaurare il vecchio sistema partitocratico e consociativo, dove le differenze si annullano, ciò che conta è durare, le alleanze sono interscambiabili perché tenute insieme dal mastice della convenienza, dall’attaccatutto di Palazzo ?

Non sarebbe meglio se l’opposizione lasciasse da parte Sturzo (parce sepulto), il centrismo di De Gasperi, il rifarsi ai valori cristiani e moderati e dicesse agli italiani: volete ancora la prima Repubblica, il trionfo dei capicorrente e delle segreterie, il Parlamento ridotto a compravendita di deputati, l’esecutivo trasformato in lista della spesa di dicasteri da assegnare, un tanto al chilo per non scontentare chi lo tiene in piedi ?

Volete un Paese dove le elezioni sono viste come un pericolo, l’alternanza una iattura, le crisi di governo una questione da risolversi in famiglia ("cosa nostra", per capirci), perché tutto si aggiusta, basta una new-entry, l’acquisto di uno "straniero" stufo di stare in panchina in qualche altra strada ?

Volete uno Stato dove nulla continui a funzionare (servizi, sanità, burocrazia) e dove ogni cosa sia soggetta a lottizzazione, a scambio di favori, terreno di caccia dei partiti al potere ? Volete continuare a votare per dei referendum che saranno poi sempre disattesi, a volere un sistema maggioritario e a ritrovarsi un proporzionale travestito, a chiedere chiarezza nei programmi e nelle alleanze e a ottenere in cambio confusioni e ribaltoni?

Ecco, se volete tutto questo, il gattopardismo applicato alla politica, la finzione del cambiamento perché tutto resti come prima, il mantenere ciò che malgoverno e corruzione hanno generato, allora applaudite pure l’esperimento di D’Alema e, quando Oscar vorrà, premiatelo con il voto ( per quello che serve...).

Ma se invece siete convinti che occorra una rivoluzione democratica che riscriva i valori fondanti della Costituzione, che assicuri un esecutivo sottratto ai circoli di partito, che garantisca i patti fatti con gli elettori, che porti a compimento quel processo di modernizzazione istituzionale richiesto e disatteso, che ponga mano alla ristrutturazione dell’apparato sociale, tagliando assistenzialismo e sprechi, che riveda una politica fiscale occhiuta e rapinatrice, allora sappiate che è ciò che noi vogliamo e quando e se ci permetteranno di confrontarci politicamente con voi, questo vi promettiamo. Un compito difficilissimo, che comporta sacrifici, ma l’unico per dare all’Italia una dignità e una normalità. Perché, oggi come oggi, non siamo un Paese degno e siamo un Paese anormale.

Se l’opposizione, da adesso in avanti, parlasse così, la posta in gioco e i giocatori intorno al tavolo sarebbero più chiari. Non c’è una Destra che si contrappone a una Sinistra, con quanto di logoro, di consunto, di mistificatorio, di equivoco due termini si portano dietro. Rimanervi legati significa altresì accettare la guerra delle parole imposte dagli altri, ritrovarsi schierati sul versante della conservazione in un Paese dove non c’è nulla da conservare, a cantare le virtù del moderatismo (ma che gusto c’è, poi, a essere moderati? Nella vita, sul lavoro, negli affetti, nelle passioni pubbliche e private?), quando invece si tratta di essere smodati, vogliosi di fare, ansiosi di riuscire.

No, la battaglia è fra rivoluzionari e reazionari, fra chi vuole cambiare tutto e chi invece intende restaurare ciò che sta andando in pezzi. É quanto gli italiani avevano capito nel ‘94, un’istanza di nuovo persasi per strada. Se si riprovasse, senza perdersi in cossigate, mastellate e buttiglionate che lasciano il tempo che trovano, a percorrere quel cammino? Sorge il sole canta il gallo/ O Berlusconi, rimonta a cavallo...

 

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