Sergio Ricossa

Sondaggi e realtà.

Gli italiani non votano come vorrebbero.

Da "il Giornale" - 17 Settembre 1998


É buona regola non credere ciecamente ai sondaggi di opinione. Troppo spesso accontentano chi li promuove e li pubblica. In materia politica, un quotidiano di parte non ha nessun interesse a dar notizia della vigoria del partito che aborre: e infatti sovente tace in tali circostanze. Perciò non darei importanza al titolo della Stampa, il giornale di Torino: "Polo avanti sull’Ulivo, governo mai giù così", se non sapessi che quel giornale non è di parte, ma tutto sommato una certa inclinazione verso l’Ulivo ce l’ha, eccome.

D’altronde quasi tutti i giornali italiani "neutrali" non sono neutrali, bensì filogovernativi; anche perché simpatizzare con il governo qualche vantaggio piccolo o grosso lo dà solitamente. Ebbene, contro la tradizione, La Stampa dedica una intera pagina il sondaggio Explorer. L’indice di soddisfazione per il governo Prodi è calato in poco tempo, in meno di tre mesi, dal 35 al 29 per cento. E se si votasse oggi, il Polo tornerebbe a sorpassare la maggioranza di centrosinistra (Ulivo più Rifondazione).

S’intende che la democrazia italiana non è a corto di trucchi per mantenere al potere governi impopolari. Per esempio, si guarderà bene dall’indire nuove elezioni nel momento attuale. Se l’impopolarità perdurasse, si cercherebbe di rinviare le elezioni a data indeterminata. S’intende pure che se invece la maggioranza caduta in disgrazia trovasse il coraggio di ripresentarsi davanti agli elettori, non sarebbe affatto sicuro che costoro trovassero il coraggio di votare come hanno votato nel sondaggio di Explorer (o di qualunque altra agenzia del genere). Non per un difetto statistico del campione intervistato da Explorer, ma per un difetto assai più serio del carattere nazionale, gli italiani smentiscono se stessi quando entrano in una vera cabina elettorale.

Nel chiuso della cabina, gli elettori non votano come vorrebbero. Votano come non vorrebbero, turandosi il naso, chiudendo gli occhi, tappandosi le orecchie, arrossendo di vergogna, e se occorre prendendo dei medicinali antiemetici (per impedire il vomito). Questo comportamento è strano, ma non inspiegabile. Gli italiani fanno così innanzitutto perché vi sono importanti opinionisti che li consigliano di fare così. Tutti ricordiamo ancora oggi, a distanza di anni, l’ormai mitico: "Turatevi il naso" ordinato da Montanelli ai suoi fan. Una seconda spiegazione è che gli italiani non sono tranquilli se votano come vorrebbero. Hanno paura di andare all’inferno.

Per non andarci, seguono il presunto dovere, non il piacere. Agire di testa propria è considerato peccaminoso, o almeno imprudente. Meglio fare penitenza e ubbidire ai dettami di qualche chiesa, che abbia un suo credo, i suoi santi, un suo paradiso promesso. Le chiese del genere si riducono poi a due principali, anzi soverchianti: la cattolica e la socialcomunista; due chiese che si sono avvicinate di molto e che potrebbero diventare una sola, se la reciproca attrazione continuasse. I "liberi pensatori", da noi, godono di pessima fama. Chi va contro corrente, pure. Gli anticonformisti sono accettati finché si scherza, magari rispondendo a un intervistatore di Explorer, non quando si fa sul serio. É vero che il voto elettorale è anonimo, quasi sempre. Però...

Però non si sa mai: se non ci vedono i nostri concittadini, i nostri poliziotti, i nostri magistrati, i nostri servizi segreti, le nostre autorità ecclesiastiche, ci può vedere Dio nella fattispecie del Padreterno o in quelle di Marx, Lenin, Stalin, o ancora in quelle della Società, dello Stato Etico, della Coscienza aperta ai Valori. Eh sì, nella classifica di Explorer riguardante chi sceglieremmo oggi quale presidente della Repubblica, se toccasse a noi eleggerlo, Silvio Berlusconi precede Antonio Di Pietro, Carlo Azeglio Ciampi, Fausto Bertinotti, Luciano Violante, Walter Veltroni, Massimo D’Alema, Giorgio Napolitano, Romano Prodi. Ecco la teoria. In pratica, se davvero dovessimo scrivere un nome sulla scheda, ci verrebbero mille scrupoli.

E se Berlusconi fosse davvero il diavolo che dicono ? E se Di Pietro fosse il santo che dicono ? Rischiamo di commettere sacrilegio, e noi siamo tutti, se non devoti, almeno superstiziosi. Dunque, mancando di liberi pensatori l’Italia manca inoltre di una libera democrazia. E i sondaggi di opinione vanno letti con cautela, perfino quando sono banali e ripetono ciò che tutti sappiamo: il governo non è mai stato così giù.

 

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