Carlo Pelanda
Vogliono che i commercianti facciano i mastini del fisco.
Da "il Resto del Carlino" - 9 Novembre 1999
Chi gestisce un negozio è costretto già ad armarsi perché lo Stato non riesce a garantirgli una ragionevole sicurezza. Adesso ai commercianti - antiquari, produttori e venditori al dettaglio di preziosi, mercanti d'arte, gestori di aste, ecc. - toccherà fare anche i poliziotti antireciclaggio. In caso di transazioni oltre i venti milioni di lire dovranno accertare e comunicare ad un apposito registro l'identità del cliente. Soprattutto avranno l'obbligo di osservarlo a fondo e cercare di capire se questi sta facendo qualcosa di losco. In caso di sospetto sono tenuti ad allertare le autorità. Lo stesso dovranno fare gli intermediatori finanziari e le banche. Scherzo? Per niente.
La brutta e surreale notizia appare nel testo del decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 17 settembre, dedicato all'estensione della normativa antireciclaggio, in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Oltre a diventare dei bunker, ora gli esercizi commerciali saranno trasformati in sezioni staccate del ministero delle Finanze.
Le direttive europee per contrastare il riciclaggio di denaro sporco invitano gli Stati a presidiare meglio i luoghi dell'intermediazione finanziaria. E questo è sensato. Ma è del tutto italica e propria di questo governo l'idea di estendere ai commercianti l'obbligo di schedatura dei clienti. Cosa c'è sotto?
Potrebbe essere il tentativo di usare la legittimità incontestabile della lotta contro il crimine, per infilare una molto meno legittima strategia per realizzare pezzo dopo pezzo l'anagrafe tributaria degli italiani. Non è un segreto che il sogno del ministro Visco - coerente con la teoria comunista del controllo sociale diffuso - sia quello di poter accendere i computer e con un paio di click sapere esattamente cosa fa, quanto guadagna e spende ogni singolo cittadino. E quasi ci siamo. LO Stato può entrare direttamente nei conti bancari di ciascuno. Può seguire chi ha un cellulare in ogni suo spostamento. Può individuare cosa uno compra e dove, al millimetro, se questo usa le carte di credito. Può sapere tutto. L'unica cosa che finora ha difeso la nostra privacy è il costo enorme di un tale sistema di controllo. Ma le nuove tecnologie lo stanno riducendo di molto. Così Visco è in procinto di potersi divertire con il nuovo giocattolo, taxgame. Ma gli manca un pezzo importante. Il nero ancora gli sfugge. Soluzione? Far diventare ogni commerciante un poliziotto come scusa per controllarlo meglio. Non riesce a farlo subito e tutto di un colpo? Nessun problema, l'importante è iniziare, appunto, utilizzando come cavalli di Troia la legittimità delle politiche anticrimine per inserire estensioni che servano al vero scopo del controllo fiscale totale e millimetrico. Si comincia a schedare tutto ciò che sia sui venti milioni ed oltre per poi passare ai dieci, ai tre e,apoteosi del totalitarismo lirico, alle mille lire. Attenzione, questo è solo il primo passo di una strategia ben più raffinata. Da una parte, il governo di sinistra ha il problema di incassare più tasse usando metodi repressivi perché non vuole praticare la strada più razionale di ridurle per disincentivare l'evasione. Nessuno, infatti, rischierebbe il carcere se le tasse fossero al 30%, ma moltissimi sono indotti a farlo da carichi fiscali reali che arrivano al 70%. Spesso costretti al nero, anche chi resiste, perché il concorrente lo fa. Per ridurre le tasse sostanzialmente, la sinistra dovrebbe però tagliare le risorse alle categorie protette che finanzia con la spesa assistenziale e che, in cambio, la votano. D'altra parte non può inimicarsi tutto il mondo delle imprese, dei commercianti e dei professionisti. Certamente non pretende di ottenere molto voto dalle categorie produttive. Ma persegue la strategia di ridurne la capacità di mobilitazione. Se, infatti, tutti i produttori del Paese si unissero per avere una politica amichevole, e non assassina, nei confronti del mercato e di chi vi opera a proprio rischio personale, la sinistra non avrebbe più speranza di governare. Quindi i postcomunisti devono evitare come la peste che le categorie si mobilitino o dando risorse ai partiti avversari o creando un nuovo schieramento, magari trovando un Guazzaloca nazionale capace di prendersi il 60% dei voti.
La testa pensante della sinistra - che ha appreso nel vecchio Pci la sofisticata teoria leninista del potere - sta attuando una strategia di frammentazione delle categorie produttive dando ad alcune dei vantaggi selettivi. La cosa è riuscita perfettamente nel caso, per esempio, di Confindustria. Ora tocca ai commercianti ed agli artigiani. Ma qui, diversamente dagli industriali, non ci sono poche élite che comandano su tutti gli altri e che è facile coltivare con favori personali ed informali. Ci vuole uno strumento più generalizzato. Il terrore per tutti per esaltare la carota ad alcuni. Come si fa? Colpire alcuni per educare gli altri. Quali? Un gioielliere obbligato a schedare il cliente che spende più di venti milioni non suscita l'indignazione della gente. Ma spedisce un messaggio chiaro a tutta la categoria sul cosa potrebbe capitare. Spero di aver chiarito. Hanno perso il muro, ma non il vizio.
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