Carlo Pelanda
Cosa non si fa per sfuggire al fisco.
Da "il Giornale" - 6 Marzo 1999
Gli eurogoverni di sinistra alzano le tasse? Le aziende delocalizzano le produzioni fuori dalleurozona. Il mercato del lavoro resta rigido e a costi eccessivi? Le imprese assumono nuovi macchinari e computer invece che persone. Il fisco italiano stringe sempre di più la morsa sulle famiglie del ceto medio? Queste portano i loro capitali di risparmio fuori dalle grinfie di Visco, in sistemi bancari che offrono più riservatezza. Non scendono le soffocanti tasse sulle piccole imprese? Queste imparano a fare meglio lelusione legale (caricare di costi lunità italiana e di profitti quella nel Paese dove le tasse sono minori) oppure aumentano il nero. Tale fenomeno è sempre più evidente in Italia (tantissimo), Germania (crescente) e Francia (un po meno), ovvero in quei Paesi dove i governi di sinistra tentano con maggiore forza di irreggimentare il mercato in regole di socialismo pesante. Il piccolo problema è che a tale manovra difensiva da parte di imprese e famiglie corrisponde la fuga dei capitali e degli investimenti, causa prima dellalta disoccupazione e mancanza di crescita delleurozona.
Finora, in tanti articoli miei e dei colleghi che scrivono su queste pagine si è enfatizzato proprio questo rischio dovuto al "fattore S". Ed infatti i dati mostrano che la perdita di ricchezza delleuroterritorio detto è impressionante e pericolosa. Ma in questo disastro cè un fenomeno divertente, paradossale e, soprattutto, che deve indurci ad un grande ottimismo per il futuro nonostante il presente depresso. La stretta della sinistra sta in realtà provocando, per reazione, unaccelerata modernizzazione della società e delleconomia produttiva, sia in Italia che in Germania. Vediamone qualche dettaglio.
Impossibilitati ad assumere nuovo personale, molti imprenditori stanno esplorando la possibilità di impiegare sistemi tecnologici molto avanzati che permettono di tenere basso il numero degli addetti e allo stesso tempo aumentare il volume daffari dellazienda. Se il lavoro fosse flessibile e poco costoso non ci sarebbe un tale incentivo alla modernizzazione competitiva. Ho di recente visitato per motivi professionali quattro aziende, nel Nord. Stanno acquistando macchinari da fantascienza. Un imprenditore mi dice, ridendo: "Devo ringraziare la sinistra perché senza di essa mai avrei avuto lo stimolo a girare le università americane per trovare nuove tecnologie e mai avrei chiesto ad un geniale ingegnere toscano di trasformarle nel processo industriale che mi serve". Che, in effetti, è eccezionale. Soprattutto con un rapido calcolo, viene fuori che le nuove macchine equivarranno al lavoro di circa 200 operai su tre turni. Il che significa che lazienda non dovrà temere la concorrenza per costi minori che viene dai competitori asiatici. Soprattutto potrà crescere e continuare a restare fatta di due società con meno di 15 dipendenti ciascuna, limite sotto il quale si può licenziare senza troppi vincoli e dove non ci sono i sindacati (operai felici perché si prendono bei fuoribusta).
Un altro imprenditore mi confessa che senza Visco non avrebbe mai avuto lo stimolo di girare il mondo per trovare un posto a bassa fiscalità dove delocalizzare la sua produzione. "Ho imparato linglese e lo spagnolo, io che ho solo la terza media. Viaggiando mi si è aperta la mente e avuto nuove idee". Stessa cosa che mi ha detto un conoscente con il problema di portare il capitale allestero in un luogo dove esista il segreto bancario. La moglie aggiunge: "Grazie a Visco è migliorata la nostra vita perché viaggiamo di più. Senza questa pressione non avremmo avuto lo stimolo ad uscire dalle nostre abitudini di provincia". In sintesi, il "fattore S" sta provocando, per costrizione, uno svecchiamento e una sprovincializzazione della società italiana.
In Germania cè un fenomeno perfino più interessante. A parte la recente minaccia delle aziende di andarsene allestero se il governo continua con la sua folle politica di rialzo del costo del lavoro e delle tasse, i grandi gruppi hanno deciso che lunico modo per sopravvivere è quello di usare il capitale residuo e la posizione di mercato dominante in Europa non per investire più in loco, ma per comprare "americano". Cioè aziende ad alta tecnologia ed efficienza. Così facendo, oltre che per riuscire a globalizzarsi, si usa la buona posizione di mercato in Europa per far penetrare meglio prodotti a costo minore e utile maggiore. Per esempio, la Daimler ha acquisito la Chrysler anche per questo ragionamento strategico. Ma la considerazione generale riguarda il fatto che la cultura industriale tedesca, tradizionalmente molto conservatrice e un po "seduta", si sta svecchiando e mobilizzando con grande velocità. Senza Lafontaine ci sarebbero stati meno motivi per futurizzarsi e globalizzarsi.
Dobbiamo dire grazie alleurosinistra? Quelli che possono fare le operazioni dette certamente sì perché hanno avuto un rande stimolo a cambiare. Ma i più deboli no. I secondi stanno diventando più poveri, i primi più ricchi. Ecco perché, pur nellottimismo provocato dallevidente vitalità del mercato, è meglio che la modernizzazione avvenga per liberalizzazione e non per disperazione. Comunque, per chi non piange, il fenomeno è davvero divertente.
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