Carlo Pelanda
I crumiri confederali.
Aboliamo i sindacati governativi.
Da "il Borghese" - 24 Dicembre 1998
I sindacati sono come i topi. Sintrufolano dappertutto, li trovate in ovunque ci sia qualcosa da grattare. Riforma degli affitti? Sono riusciti a infilarsi con potere gestionale, tanto che decideranno anche quanto si pagherà il canone di un appartamento. Inoltre la recente legge (in vigore dal prossimo anno) concede benefici fiscali ai proprietari di case che accettino di concordare gli affitti con i sindacati degli inquilini. Documentazioni fiscali? Anche qui li troviamo, con diritto di concorrenza con i commercialisti. Il regalo di Natale, gentilmente offerto dal ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, ammonta a 212 miliardi: il doppio del passato.: andranno ai centri dassistenza tributaria, non solo della Triplice. Cè una questione scolastica? La "risolve" il sindacato. Occorre spostare un infermiere in un ospedale? Lo decide il sindacato, perfino contro il parere del medico responsabile del reparto. Siete in un ufficio pubblico e volete cambiare qualcosa nelle vostre mansioni? Non perdete tempo con il capufficio e andate direttamente dal rappresentante sindacale.
Vi siete mai chiesti cosa ci fanno i sindacati negli incontri con il governo? Questo può certamente discutere con chi vuole - le cosiddette parti sociali - per dare e ricevere informazioni. Ma non ha il diritto di partecipare alla sigla di accordi tra parti private (sindacati e Confindustria) che implicano un vincolo preventivo alla volontà parlamentare. E vi ricordate gli incontri tra Triplice e governo per la riforma delle pensioni? Il sindacato ha di fatto sostituito il potere legislativo. Si è talmente incancrenita labitudine di saltare il Parlamento che ormai neanche i politici eletti, saltati bellamente, ci fanno più caso. Eppure è una violazione gravissima della sostanza democratica (e probabilmente anche della forma). É vero che i sindacati sono soggetti citati nella Costituzione, con diritto di sciopero e di essere parti nei "contratti nazionali", ma questo la dice lunga sulla natura sovietica della nostra carta fondamentale. É assurdo che un Paese democratico debba vivere sotto il ricatto minacciosi di Cgil, Cisl e Uil.
La questione dei sindacati va riaperta e resa tema centrale della vita politica. Non solo in Italia. Gira a Bruxelles una sconcertante proposta: permettere ai sindacati di tuttEuropa laccesso al controllo delle aziende. Follia, sarebbe la fine. É arrivato il momento di dire basta. Ma non è una richiesta di sadoliberisti o di destri cinici. Questo è più un problema tra passato e futuro che tra destra e sinistra. É, in altri termini, una questione di modernizzazione. Quando il capitalismo era spietato, e le masse lavoratrici poco istruite, lunica difesa possibile per la dignità della persona era quella di organizzarsi in grandi gruppi sindacali di rivendicazione e solidarietà. Invito a un grande rispetto per questa storia che, dopo tutto, ha aiutato il progresso economico e civile.
Ma ora il sistema capitalistico, da qualche decina danni, è cambiato. Adesso serve un lavoratore qualificato e contento del lavoro che fa, affinché lo svolga meglio, rendendo così più competitiva lazienda. Il lavoratore è forte, e non parte debole, se è intellettualmente e fisicamente mobile. La difesa dei suoi interessi deve evolvere almeno tanto quanto è evoluto il mercato. Un lavoratore è controparte forte, nei confronti di chi ne richiede prestazioni, se ha un valore reale di mercato. Ad esempio, un operaio specializzato con competenza sulle macchine a controllo digitale vale anche 4 milioni al mese (in parte fuori busta) per una piccola industria globalizzata del Veneto. Uno che sa solo tirare su e giù una leva non vale niente. E quando il mercato lo espelle, come lo difende? Gli insegna, ovviamente, un altro mestiere. No, il sindacato invece pretende che debba restare lì. E non ha senso. É il mercato che decide il posto di lavoro, non la politica o i cartelli urlanti.
A cosa serve nel mercato evoluto doggi, allora, il sindacato rimasto allOttocento? Solo a se stesso, non certo ai lavoratori. Infatti molti di questi si lamentano. Potrebbero avere più soldi lavorando in modo flessibile, ma spesso il sindacato non permette loro di fare gli straordinari. Tutti devono essere uguali e poveri (se no, appunto, non avrebbero bisogno del sindacato). In Italia il sindacalismo ha una tradizione politica, di forza militare a sostegno della sinistra, che ancora mantiene. Ed è proprio la natura politica che spiega il potere pervasivo della Triplice e lassurdità di danneggiare i lavoratori che apparentemente tutela. Insomma, per la salute democratica e delleconomia, va abolito leccesso di potere dei sindacati. Per legge. E un referendum in materia sarebbe lo strumento adatto. Prendetelo come un invito mobilitante.
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