Carlo Pelanda
Proposta indecente.
Vi racconto il mercato delle vacche (e dei voti).
Da "il Giornale" - 30 Ottobre 1998
Torna a casa Lassie. No, il lupo rimane nella foresta. E vestirà alla marinara. Vi racconto una storia personale. Il farlo è inusuale. Ma in questo caso è utile e necessario come fonte fattuale per svelare il lavoro dietro le quinte da parte sia dei neocentristi che della sinistra. I primi cercano di reclutare gente per spaccare il centrodestra. La seconda preme per ridurre la voce e lattivismo di chi lo sostiene. Ambedue usano segrete blandizie e velate minacce, in qualche caso trasformate in ritorsioni reali. Antefatti. Un mese fa, Spagna. Durante il convegno si siede vicino a me un caro amico, influente uomo ne sistema finanziario europeo. Sussurra: "A Roma si è parlato di te. Se passi nellarea centrista ti accoglieranno a braccia aperte. Ti conviene perché il centrodestra non vincerà mai in Italia". "Me lo dici per sincero affetto - chiedo - o mi passi un messaggio ?". "Ambedue le cose". "Analisi sbagliata", lo gelo.
Atlanta, qualche giorno dopo. Riuscire a prendermi per telefono quando sono lì immerso e remoto nelle mie faccende universitarie è pressoché impossibile. Eppure ci riesce una cortese signora dallItalia che mi invita a un seminario a porte chiuse con gente di sinistra. Sorpreso dal fatto che abbia avuto il mio numero riservato e dallinvito così anomalo, declino. Insiste: "Si ricordi quello che le ha detto Reichlin (consigliere economico di DAlema ndr) in quel convegno a Macerata nel 1996. Sa, cero anchio e ho sentito". "Cosa mi ha detto ?". "Uno che scrive quelle cose nel libro "Il fantasma della povertà", non può poi scrivere sul Giornale, se lo ricordi e ci pensi". Boh, chiudo.
Appena rientrato in Italia mi telefona un amico, il più caro che abbia, molto addentro nelle cose importanti: "Devi decidere se vuoi continuare a fare il ragazzotto romantico e portare per sempre il vestito alla marinara, e hai 47 anni, oppure metterti una buona volta i pantaloni lunghi e agire in termini realistici. Salta schieramento adesso e in fretta, per il tuo bene". Questo sì mi impressiona, perché sono certissimo che pensa al mio bene e lo so informatissimo. Ma che succede ?
Il fatto. Colazione riservata a Verona. Lemissario è molto chiaro: "Se lei molla con rumore il centrodestra, se esplicita che la sua coscienza le impedisce di stare nellarea guidata da Berlusconi, senza per altro rinunciare al suo liberismo, avrà in cambio carriera". E dettaglia posti importanti. Non mi batte. Decido di continuare la conversazione, nonostante lirritazione, per capirne di più. Secco, lo invito a non prendermi in giro e di dirmi che cosa realmente vuole. "Il Buongoverno". Bingo.
Presiedo dal 1996 lAssociazione nazionale del Buongoverno (prima di me lo faceva il professor Urbani). I soci mi hanno dato il seguente mandato: essere avanguardia di società civile nel processo di trasformazione del centrodestra in un movimento unitario. Gli associati sono parecchie migliaia di persone. Qualità personale e apartitismo li rendono elettoralmente molto credibili. E infatti molti associati sono stati eletti nelle amministrazioni locali apportando al Polo il voto di persone perplesse sui partiti del centrodestra, ma non sui contenuti. In alcune città il Buongoverno è gruppo consiliare autonomo che collabora con il centrodestra, per esempio Siena. In sintesi, il Buongoverno è una forza consistente pur essendo e volendo restare solo unassociazione con scopi prevalentemente culturali. "Mica vorrà che porti il Buongoverno allo pseudocentro in formazione o perfino in una posizione di stampella liberale alla sinistra ?". "Questa è lidea" fa laltro: "Ci servono élite locali intermedie di grande qualità perché non le abbiamo. Poi lei ha frequentato per anni i think tank moderati ed è ora che torni a casa". Da qui la risposta indignata che non sono Lassie, ma lupo. "E pagherà il prezzo di voler stare nel bosco, peccato", fa costui con un accenno di minaccia. Il giorno dopo mi salta a sorpresa un affare.
Se è successo a me chissà quanti personaggi dellarea del centrodestra, politici e no, grandi e piccoli, stanno subendo pressioni (dai neocentristi) per migrare oppure (da sinistra) per starsene buoni e zitti, ambedue caratterizzate dal metodo di blandire e minacciare. É indegno e va denunciato. Ma senza lamentele. Si sappia che nel popolo per le libertà ci sono i lupi.
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