Carlo Pelanda
La sinistra buona non esiste
Perché l'anticomunismo è un valore ancora decisivo.
Da "il Giornale" - 17 Ottobre 1997
E' l'ora della mobilitazione nazionale contro il comunismo. In verità sarebbe stato necessario farlo già nel 1996. Ma troppi sono rimasti intrappolati nella falsa idea che esistessero una sinistra buona e una cattiva, la prima capace di tenere sotto controllo la seconda. Invece i fatti dimostrano che esiste una sola sinistra composta da diversi titpi di comunisti (neo, post, quasi e catto), ma tutti convergenti verso quella che è la forma recente del comunismo: la dittatura dello statalismo. Certo, dallo stalinismo sono passati allo statalismo. Ma tale transizione, che molti hanno imprudentemente salutato come rinnovamento della sinistra, si è in realtà rilevata essere solo una modernizzazione del totalitarismo.
I comunisti non si sono mai rassegnati alla sconfitta storica del loro modello. Fallita la scommessa che fosse possibile un'economia senza denaro, i comunisti hanno capito che qualcuno i soldi doveva pur farli e darli. Ed ecco la loro nuova strategia: costringere il capitalismo a finanziare il comunismo invece di sostituire il primo con il secondo. Dalla rivoluzione al parassitismo fiscale. Per occupare lo Stato invece che sostituirlo, sono passati dalla logica rivoluzionaria a quella delle alleanze. In Italia si sono travestiti da solidaristi e buonisti e, grazie a questo, hanno intercettato sul piano simbolico i cattolici di sinistra. Questi ultimi hanno fornito la loro copertura centrista ai rossi in cambio di potere. I comunisti e loro alleati hanno poi ottenuto il pezzo di maggioranza che comunque mancava usando mezzi militari tipicamente stalinisti, per esempio usando le istituzioni da loro infiltrate per ricattare o eliminare gli avversari in modo da spaccarli o indebolirli.
Ovviamente non tutti i comunisti sono perfettamente d'accordo su questa strategia. Tra loro ci sono molte correnti romantiche che non accettano il travestimento né la strategia opportunistica. Ma sono sempre comunisti e, alla fine, quando si parla di soldi e di potere si ricompattano nella nuova logica parassitaria. Lettori, non fatevi abbindolare dalla cosmesi retorica: la sinistra oggi al potere in Italia (e in Francia) è sempre il vecchio comunismo totalitarista, con grandi capacità militari, solo travestito da statosocialismo. Avete ancora dubbi ? Guardate i fatti. Per esempio, la mossa di imporre in Italia e Francia le 35 ore vuol dire proprio questo. Rendere inutile la libertà dimostrando alla gente che il collettivismo populista può dare più vantaggi. E' sempre lo stesso comunismo antistorico. I rossi sono furbi sul piano tattico, ma - appunto - stupidi su quello della storia. Il loro parassitismo e dirigismo economico porterà la nazione al collasso e al degrado morale. Ma se nessuno li butta giù, è difficile che questi mollino nonostante qualsiasi evidenza di fallimento. Per questo bisogna insorgere.
Spiace il dover invocare una mobilitazione di massa anticomunista. E' azione non certo moderna. Ma che cosa possiamo fare se abbiamo al potere il vecchio totalitarismo comunista, pur travestito ? Dobbiamo forse, noi popolo produttivo, emigrare o morire e comunque pregiudicare il futuro dei nostri figli solo per non farci dare del retrogrado dai pennivendoli al soldo dei rossi ? Figurarsi. Un anno fa scrissi le stesse cose. Molti del popolo produttivo reagirono formando comitati spontanei di bandiere blu. Ma anche molti mi accusarono di essere eccssivo nel denunciare il pericolo del comunismo. Oggi abbiamo la prova fattuale che il comunismo c'è e il suo travestimento è saltato proprio nelle contingenze della crisi di governo e modalità di ricompattazione.
E allora contro di esse non resta altro che lo scontro frontale. Lo faremo con intelligenza e sempre sapendo che siamo "contro" non per estetica del ribellismo, ma "per" diventare una comunità realmente moderna e libera. Non ci dovranno essere violenze né atti che pregiudichino la credibilità internazionale del Paese. Proprio per questo invito l'avanguardia delle bandiere blu, che sa come fare, a cominciare a uscire e guidare con freddezza, tecnicità e responsabilità il nuovo movimento anticomunista. Voi lettori, vi prego, metteteci il calore umano testimoniando che l'anticomunismo è un valore, il bene che diventa guerriero per sconfiggere il male. Vedrete sempre più blu nelle strade.
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