Carlo Pelanda
Forza neoliberisti, la storia è con noi.
Da "il Giornale" - 23 Settembre 1997
Non nascondiamoci una dura verità. L'elettorato liberale e liberista è scoraggiato e sfiduciato. I partiti che lo rappresentano - quelli del Polo e la Lega - sono in crisi evidente. Non riescono a influire sulle decisioni governative attraverso un'opposizione forte e condizionante. In generale, non esiste un'offerta politica alternativa a quella dell'Ulivo. Vedete forse un governo ombra che faccia quotidianamente le pulci a Prodi ? Avete visto un qualche piano dettagliato di liberalizzazione del Paese ? Una posizione decisa sull'Europa ? Avete mai percepito lo sforzo morale e tecnico di un'opposizione che stia elaborando un modello di Stato (per esempio lo Stato della crescita) che sostituisca lo stato-socialismo attuale, ormai storicamente morto? No. E gli elettori anti-comunisti si trovano in un vuoto che lentamente si sta colmando di soffocante fanghiglia rossa. E sono la maggioranza della nazione.
Questa situazione ha dell'incredibile. Soprattutto in un momento in cui stanno avvenendo cambiamenti epocali. Il paradosso è che la direzione della storia favorisce le idee e i modelli liberali e liberisti, in tutto il pianeta. Ma, attenzione, premia solo quelli che sono in grado di innovarsi e di non restare prigionieri dei dogmi liberisti del passato. E in Italia ben pochi stanno elaborando il neoliberismo, nessuno politicamente in grado nemmeno di adombrarlo. E pensare che si comincia a capire tecnicamente come realizzarlo in una forma splendidamente ottimistica: il massimo della creazione della ricchezza combinato con il massimo ella diffusione sociale della stessa. Ma questa opportunità non viene colta dalle forze liberiste e liberali, per lo meno in Italia. Viene gestita dagli statosocialisti come occasione per cosmetizzare il loro vecchio modello. E questa cosmesi significa che il popolo produttivo dovrà lavorare di più, in condizioni peggiori e pagare sempre più tasse per finanziare i rossi improduttivi.
Che disastro. Ma niente paura. Se la storia è con noi, allora basta riprendersela. Come? Chiarendo due punti e realizzandone un terzo:
a) la sinistra non ha più nulla da dire tecnicamente e nessuna novità storica può venire da quella parte. Per altro lo vedete anche voi. Costoro limano lo Stato sociale per renderlo economicamente sostenibile, ma non hanno la più pallida idea di come farne un altro più moderno. Bisogna dirlo con forza, sbatterglielo in faccia ed esiliarli dalla facoltà di governare;
b) le vere innovazioni possono venire solo dal pensiero liberale e (neo) liberista. Bisogna toglierli la patina di elitarismo e farlo diventare una teoria di massa. Le sinistre, infatti, riescono a coprire la loro inconsistenza tecnica grazie al vantaggio morale di dirsi tutrici degli interessi dei molti contro i pochi. Una balla. Ma bisogna dimostrarlo e rendere molto chiara l'alternativa, politicamente. E il terzo punto riguarda la sintesi politica senza la quale le idee non si realizzano, buone che siano;
c) deve formarsi un movimento unico dotato di un progetto neoliberista molto chiaro per tutti. I tecnici per scriverlo ci sono. I politici per realizzarlo non ancora. Punto il dito sulla piaga.
Forse vi sorprenderò, ma non ho critiche particolari da fare ai politici del centrodestra. Non sono di cattiva qualità. Semplicemente non dimostrano quella qualità necessaria sia per gestire il confronto con il grande tatticismo dei rossi sia per offrire qualcosa di nuovo. Bossi - che tuttavia non va criminalizzato - è l'unico che merita una critica fondamentale perché sta imprigionando il potenziale rivoluzionario dei liberisti del Nord Est (già autoliberatisi) in un ghetto invece che metterlo al servizio della liberazione dell'Italia intera. Allora dov'è il problema ? Sta nella confusione di idee. Mentre la sinistra ha un'idea forte - mantenere lo Stato che c'è - i liberisti, per contrastarla, devono creare veramente qualcosa di nuovo, prima di tutto la loro capacità di produrre il neoliberismo di massa. E non è facile. Così come non è facile rimontare e cambiare 50 anni di congelamento partitico del Paese.
Ricetta per la cura ricostituente del centrodestra? La verità è che manca (Berlusconi, quando può, a parte) di leader e di politici dotati dell'ambizione di fare qualcosa di grande che richieda la mobilitazione morale e tecnica della nazione per la creazione del nuovo. E per questo motivo le loro idee e azioni sono deboli, spesso confuse. Non necessariamente gli attuali politici di Polo e Lega sono incapaci di cambiare verso una nuova qualità. Ma é importante che venga inserita nel movimento una nuova concorrenza per far emergere chi capisce che è tempo di confrontarsi con la storia, ricostruire la grandezza di una nazione e agire di conseguenza elaborando idee e azioni forti.
Ottimismo o pessimismo ? Entusiasmo, lettori (neo) liberisti, perché la storia è con noi e prima o poi ce la riprenderemo.
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