Edward N. Luttwak

Carlo Pelanda

Giulio Tremonti

Il fantasma della povertà - Una nuova politica per difendere il benessere dei cittadini

Mondadori 1995, pp 300, Lire 29.000

Il sistema economico mondiale é in piena rivoluzione: la globalizzazione del mercato dei capitali e del lavoro, l'automatizzazione e l'informatizzazione - non solo nelle fabbriche, ma anche negli uffici - insieme alla privatizzazione e alla deregulation in settori tradizionalmente riservati al monopolio statale, sono processi evolutivi che rischiano di provocare lacerazioni nel tessuto sociale ed economico di ogni paese.

Anche nelle nazioni industriali "tradizionali" dell'Occidente, l'estrema mobilità dei capitali rende praticamente inefficace la politica monetaria e fiscale dei singoli stati, obbligandoli a ridimensionare la loro sovranità economica e a rinunciare al mantenimento, sia pure in forma ridotta, del welfare state. Il mercato globale del lavoro non tende solo a spostare produzione dove il costo della manodopera é più basso, ma provoca, di riflesso, un abbassamento del salario nei paesi industrializzati. Il risultato é una "importazione di povertà", in quanto i lavoratori che entrano in concorrenza salariale con quelli dei paesi in via di sviluppo diventano di fatto due volte più poveri, dovendo affrontare il costo della vita più alto proprio delle società opulente. Insomma, anche quando c'è, il lavoro è sempre meno retribuito e garantito, e il "fantasma della povertà" riappare in quelle società a capitalismo avanzato che pensavano di averlo esorcizzato per sempre.

L'Italia, schiacciata tra l'enorme debito pubblico e l'inefficienza dei servizi dello stato, rischia di pagare il conto più salato di queste trasformazioni. Che cosa si deve fare per scongiurare il rischio di un impoverimento generale e quello connesso ad una svolta autoritaria ? Un grande esperto di geopolitica, uno studioso di sistemi e di scenari internazionali e un autorevole economista ci offrono per la prima volta un'analisi chiara dei problemi da affrontare e indicazioni coerenti per risolverli. Si tratta di pensare a soluzioni che non si avvalgano di formule già usurate, ma che prevedano nuove architetture politiche consentedoci di conservare i livelli di ricchezza che solo il capitalismo può generare, senza dover rinunciare al sistema delle garanzie democratiche.

 

Ritorna alla Pagina Precedente