Geronimo
E alla fine la sinistra scoprì che anche l'Italia è scalabile.
Da "il Giornale" - 2 Marzo 1999
La vicenda Olivetti-Telecom è stata una doccia fredda per molti ma in particolare per la sinistra italiana. La tradizione socialcomunista in questo Paese è stata sempre caratterizzata da una drammatica esagerazione dei propri comportamenti, nel bene come nel male. In verità più nel male che nel bene. E così è avvenuto anche in questi ultimi tempi quando, crollato miseramente il castello del sistema comunista internazionale, i nostri eroi, da Occhetto a DAlema passando per Veltroni, sono diventati, sul terreno delleconomia di mercato, più realisti che il re. Sarà per il desiderio di accreditarsi come interlocutori credibili nei santuari della finanza nazionale e internazionale, sarà per unesasperato provincialismo, sta di fatto che la sinistra italiana, postcomunista e azionista, ha messo lItalia in vendita senza neppure accorgersene.
Sono tanti i commentatori che in questi giorni dellOpa su Telecom si sono improvvisamente accorti di ciò che da alcuni anni andiamo dicendo correndo anche il rischio di essere tacciati per dei protezionisti o, peggio ancora, per degli statalisti, e cioè che il sistema finanziario e produttivo italiano è largamente scalabile ed è oggetto di un crescente fenomeno di colonizzazione. Finanche il ministro per il Commercio estero, Piero Fassino, svegliandosi forse da un lungo sonno, ha confidato in una intervista al Corriere della Sera la propria pena per la mancanza di una strategia-Paese. Per spiegare meglio qual è la linea di fuoco in cui lItalia è stata messa da una sinistra pasticciona e sempre più priva di punti di riferimento culturali, in economia come in politica, bisogna ricordare il fallimento dei fondi pensione. Questi ultimi, come è noto, erano, e sono, strumenti indispensabili per dare al sistema produttivo italiano quella corazza finanziaria in grado di assicurare un peso e un ruolo in uneconomia globale e dovevano gestire, tra laltro, il passaggio dalleconomia mista pubblico-privata delle vecchie partecipazioni statali a quella più propriamente di mercato.
E accaduto invece che i fondi pensione sono rimasti al palo e le privatizzazioni sono state esclusivamente lo strumento per fare cassa in carenza di una vera politica di bilancio strutturale con il risultato che il processo di internazionalizzazione delleconomia sinora ci ha visto solo soggetti passivi in un mercato sempre più globale e ricco di capitali in cerca di impieghi. La conclusione è sotto gli occhi di tutti. Un sistema creditizio sempre più aggredito da tedeschi, spagnoli e francesi che sono largamente presenti nei maggiori poli bancari (S. Paolo-Imi, Banca Intesa, Comit, Bnl e Banco Napoli), le cosiddette public utilities largamente scalabili, come ha dimostrato la vicenda Telecom e parte significativa di molti settori produttivi già passata in mani straniere.
E lo shopping continua. E bene chiarire subito che questo discorso non vuol dire avere nostalgia di un interventismo statale, ma non vuole neanche avallare, con un colpevole silenzio, quella sciagurata politica della sinistra che ci costringe a essere in un mercato aperto senza politiche e strumenti finanziari adeguati per consentire lintegrazione economica internazionale del nostro sistema-Paese. Francia, Spagna e Germania si sono regolate in maniera profondamente diversa e il peso delle loro economie sui mercati internazionali è di gran lunga più forte e autorevole del nostro. Oggi che, grazie a Colaninno e soci, si sono accese le luci e tutti sono stati costretti a vedere, bisogna però evitare di farsi prendere la mano da unansia incontrollata e di incorrere in altri errori uguali e contrari.
Per quanto riguarda lOpa di Olivetti su Telecom la neutralità del governo deve essere assoluta. Lautorizzazione a vendere Omnitel ai tedeschi di Mannesmann deve essere subito data e il Tesoro deve congelare il suo 3,4% del capitale Telecom sino a quando la partita non sarà finita. Ogni sua decisione significherebbe, infatti, dare un segnale in un senso o nellaltro e questo non può essere consentito perché assommeremmo errore a errore. Quel che invece bisogna subito fare è: 1) collegare in maniera più stringente il nostro risparmio nazionale (il più grande dEuropa) con il nostro sistema produttivo e finanziario facendo, tra gli altri, partire subito i fondi pensione; 2) rilanciare una politica per uninternazionalizzazione attiva e una reciproca integrazione della nostra economia a cominciare dalle scadenze più immediate come la privatizzazione dellAlitalia e degli aeroporti.
Qualche tempo fa è accaduto un episodio piccolo ma significativo. Il nostro ministro del Lavoro Antonio Bassolino nella qualità di sindaco di Napoli ha letteralmente regalato la società di gestione dei servizi dellaeroporto napoletano di Capodichino agli inglesi della Baa (British Authority Airways) riservando loro un aumento di capitale e ignorando le richieste degli aeroporti di Roma e di Milano. Forse sarà anche più "chic" favorire Londra piuttosto che Milano, in particolare per chi ha combattuto per una vita il capitalismo e leconomia di mercato, ma è questa mentalità di piccoli "parvenu" che sta consentendo la massiccia colonizzazione del Paese.
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