Geronimo
Il Polo regala al Governo meriti che non ha.
Da "il Giornale" - 13 Novembre 1997
Il Polo in questi mesi, piuttosto che documentare gli errori di politica economica e le tante "una tantum" che hanno costellato le scelte di finanza pubblica, si è lanciato a testa bassa contro il governo affermando ad ogni pié sospinto, che Prodi e compagni non ci avrebbero portato in Europa. Conclusione di questa sprovveduta opposizione è stata quella di accreditare a questa maggioranza un merito politico inesistente, quello cioè dell'entrata o della lira nell'Euro le cui motivazioni erano, come si è visto, di ben altra natura.
Analogo errore è stato fatto con la battaglia, si fa per dire, del Mugello. in quel collegio chiunque sarebbe stato eletto, sol che avesse ricevuto la benedizione papalina del segretario del Pci-Pds. Quegli elettori da cinquant'anni sono abituati a "ubbidire e a votar tacendo" e non si capisce perché mai questa volta non l'avrebbero dovuto fare.
Il Polo, invece, ha votato al sacrificio quell'uomo intelligente e leale che risponde al nome di Giuliano Ferrara. La conclusione di questa scelta è stata quella di aver trasformato in una vittoria politica di Antonio Di Pietro una campagna elettorale scontata e che andava snobbata sino quasi a dimenticarla.
Non siamo quelli che, con il senno di poi, sanno spiegare tutto, ma da tempo siamo critici di un modo provinciale e chiassoso di fare opposizione che non tallona il governo e la sua maggioranza nel Parlamento facendone emergere i limiti e le divisioni e che si esercita, quasi esclusivamente, con dichiarazioni roboanti che durano lo spazio di un mattino e che altro non sono che piccole tempeste in un bicchier d'acqua. O si cambia, e in fretta, o su questa linea i moderati di strada ne faranno ben poca.
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